Piccoli Prestiti: come ottenerli e chi può fare richiesta

Ottenere piccole somme in prestito non è molto difficile, vediamo alcune caratteristiche fondamentali dei Piccoli Prestiti e chi può fare richiesta.

Esaminiamo in questo articolo una tipologia particolare di finanziamento, quella del piccolo prestito.

Cos’è il piccolo prestito

Questo prodotto finanziario nasce in seguito alla sempre maggiore necessità da parte dei risparmiatori di accedere a ulteriore liquidità in tempi brevi a causa di spese impreviste e di modesta natura come il pagamento di una bolletta o l’estinzione di un piccolo debito.

Proprio per questa ragione, esistono molteplici forme di piccoli prestiti, diverse fra loro in base alla categoria per cui sono pensati. Fattori comuni ad ognuno di questi tuttavia, sono i tassi di interesse particolarmente alti, la facilità nell’ottenerli e, come era prevedibile, dei tempi di ammortamento inferiori rispetto a quelli di altri prodotti come la cessione del quinto o il prestito pluriennale.

Nelle prossime righe, vedremo pertanto quali sono alcune caratteristiche del piccolo prestito, categorie possono accedervi e infine alcuni esempi dei migliori piccoli prestiti attualmente disponibili nel panorama creditizio italiano.

Piccoli prestiti: alcune caratteristiche

Partiamo col dire che un piccolo prestito è un finanziamento di tipo non finalizzato. Ciò significa che il richiedente non dovrà fornire, il alcun momento, le ragioni per cui richiede il prestito o le modalità in cui intenderà spendere il denaro.

Il valore erogabile e l’entità dei tassi di interesse varia a seconda della categoria sociale a cui si appartiene, o meglio, a seconda delle garanzie che si possono presentare. Maggiori saranno le garanzie, maggiore sarà la somma richiedibile, minori saranno i tassi di interesse. Tradotto in dati reali, vuol dire che un dipendente statale con contratto a tempo indeterminato avrà più possibilità di accedere ad un piccolo prestito rispetto al libero professionista protestato, ma questo dovrebbe essere intuibile anche senza ulteriori delucidazioni.

A chi è rivolto

Ciò non significa che chi si trova in una posizione economica svantaggiata non abbia alcuna possibilità di ottenere questo tipo di finanziamento. Tutt’altro: se il cliente non è in grado di presentare un contratto forte, gli istituti di credito sono generalmente inclini a discutere anche le posizioni di chi ha un’occupazione nel settore privato, meglio se a tempo determinato. In questo ultimo caso, molto probabilmente l’estensione della durata del prestito non sarà superiore a quella della durata del contratto.

Visto che la somma da erogare è di modesta misura, l’accesso al piccolo prestito non è precluso neanche a disoccupati, cattivi pagatori e protestati, purché questi siano in grado di presentare garanzie accessorie a quelle di un contratto di lavoro, come l’ipoteca su beni di proprietà e/o la firma di un garante che avrà funzione di figura fideiussoria.

Differentemente da quello che si potrebbe pensare, il pensionato ha forti chance di ottenere un piccolo prestito. Essendo la pensione erogata da un ente statale (INPS o ex-INPDAP), l’istituto di credito è incline a vedere di buon occhio questa categoria. Certo, esiste il non irrilevante fattore dell’età avanzata, ragione per cui può capitare che il prestito venga erogato solo se non si supera una certa soglia di età o se si presenta come garanzia un’assicurazione sulla vita.

Chi lo eroga e a quanto ammonta

Il piccolo prestito è un prodotto di punta delle finanziarie online. Per quegli istituti di credito che non possono contare su una sede fisica, soprattutto vistala natura volatile della vita delle aziende che operano esclusivamente sul web, è importante avere la certezza di riottenere il capitale entro i termini stabiliti. In tal senso, erogare un credito di piccole dimensioni è per queste aziende una strategia più sicura di quella che prevede un finanziamento di ingenti cifre da estinguere a lungo periodo.

Naturalmente, il fatto che le finanziarie online spingano molto per questo pacchetto non significa che sia impossibile sottoscriverne uno anche in una banca avente sede fisica. Anzi, spesso sono proprio gli istituti bancari a proporre ai propri clienti forme di finanziamento di modesta entità al fine di instaurare con il cliente un rapporto fiduciario ancora più saldo.

Dal nome stesso del prodotto, è subito chiaro che il finanziamento non toccherà le soglie di credito proprie di una cessione del quinto o di un prestito pluriennale. La cifra prestabile varia da banca a banca, ma in linea di principio potremmo dire che un piccolo prestito è tale se oltre a rispettare determinate caratteristiche, non supera i 10.000€ di erogazione e i 120 mesi di ammortamento.

Piccoli prestiti a lavoratori dipendenti

Il lavoratore dipendente non dovrebbe avere grossi problemi ad ottenere un piccolo prestito. Questo vantaggio, come dicevamo sopra, gli è dovuto soprattutto dal fatto di vantare un reddito fisso dimostrabile come garanzia da presentare all’istituto erogante.

La documentazione necessaria per avviare la pratica si limita infatti ai documenti di riconoscimento – quindi copia di carta di identità e codice fiscale – ultima busta paga e, se richiesto, copia del contratto di lavoro. Quando sussistono forti garanzie a monte, l’erogazione del denaro può essere molto rapida e, in alcuni casi, può avvenire anche entro 48 ore.

(Vedi anche la guida sui prestiti a dipendenti privati)

Piccoli prestiti a pensionati

Una forma molto gradita a banche, finanziare e pensionati di piccolo prestito è quella che potremmo definire una cessione del quinto ridotta. La cessione del quinto consiste nel ripagare un prestito senza recarsi personalmente presso la filiale dell’istituto di credito e senza compilare fastidiosi bollettini, bensì permettendo alla banca di prelevare automaticamente un valore non superiore al quinto della pensione direttamente dalla pensione stessa (vedi: cessione del quinto della pensione).

Esistono vari tipi di cessione del quinto, variabili per entità e durata, ma qualora il pensionato ne scelga una di poche migliaia di euro, da estinguere magari in pochi anni, non dovrebbe avere problemi ad ottenere il finanziamento. È questa una soluzione che non scomoda nessuna delle figure coinvolte nell’operazione: il pensionato avrà a disposizione immediata liquidità da poter spendere come preferisce, senza vedersi dimezzata la pensione; l’INPS potrà mediare nel decurtamento del quinto evitando che l’importo pensionistico scenda al di sotto dei valori di vivibilità garantiti dallo Stato; la banca o la finanziaria avrà certezza di riottenere il capitale prestato in quanto sarà proprio l’Ente previdenziale ad effettuare in automatico la transazione.

Non ci sono precisi limiti di età oltre i quali non è possibile richiedere un qualsiasi tipo di prestito, e questi variano da istituto a istituto, quindi onde evitare di sforarli la soluzione ideale saprebbe proprio quella del piccolo prestito, che impegna il pensionato in una situazione debitoria per un arco di tempo inferiore a quello previsto da altri finanziamenti. In linea di massima, tuttavia, vale la pena specificare che con le dovute eccezioni del caso il prestito viene concesso se non si è compiuto il 75esimo anno di età e se il piano di ammortamento prevede un rientro entro l’ottantesimo, sebbene per il caso particolare del piccolo prestito si contano non poche eccezioni a questa regola ben lungi dall’essere ferrea.

Piccoli prestiti per dipendenti e pensionati INPS e ex-INPDAP

Una forma particolare di piccolo prestito è quella che l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale e l’ex-INPDAP (ora confluito nell’INPS) mette a disposizione dei propri dipendenti o ex dipendenti ora in pensione.

Il piccolo prestito Gestione Pubblica è riservato agli iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizi (il cosiddetto Fondo Credito), è erogato direttamente dall’INPS e si estingue tramite ritenuta sullo stipendio o sulla pensione. Il dipendente statale è iscritto d’ufficio al Fondo credito, mentre a quello pubblico è garantito l’accesso al prestito solo se ha effettuato l’iscrizione prima del 2009 e al pensionato solo se ha specificato l’intenzione di aderire al Fondo all’atto della compilazione della domanda di pensionamento.

L’unico modo per entrambe le categorie di ottenere il finanziamento è per via telematica, collegandosi al sito web dell’INPS. Dopo aver effettuato l’autenticazione, bisognerà navigare nell’area dedicata ai servizi online e da lì ad arrivare alla sezione dedicata al credito. Per qualsiasi dubbio o informazione, l’INPS mette a disposizione degli interessati due linee telefoniche: l’803.164 da telefono fisso (gratuito) e lo 06.164.164 da cellulare (a pagamento).

Anche questo finanziamento è di tipo non finalizzato. Inoltre, non può superare il valore di quattro mensilità nette ed è estinguibile in un arco di tempo che va dai 12 ai 48 mesi. Solo nel caso dei pensionati, è giusto ricordare che l’ammontare della rata non potrà essere superiore al quinto della pensione.

Nonostante sia un prestito di tipo agevolato, anche questo non è esente da spese. Il TAN è attualmente pari al 4,25% (comunque uno dei più bassi in circolazione) e le spese di amministrazione ammontano allo 0,50% del totale richiesto.

Piccoli prestiti a cattivi pagatori e protestati

È luogo comune che chi abbia pagato in ritardo delle rate di un prestito passato, risultando quindi iscritto al database della CRIF come cattivo pagatore, si veda precluse le possibilità di ottenere qualsiasi forma di prestito. Lo stesso ragionamento sembra valere per una posizione ancora peggiore rispetto a quella del cattivo pagatore, ovvero quella di protestato, colui che non è riuscito ad onorare un debito.

In realtà non è così e, sebbene la policy nei confronti di questi soggetti vari da banca a banca, generalmente ogni istituto finanziario conosce delle formule per permettere anche a cattivi pagatori e protestati di accedere al credito. Una di queste è sicuramente la cessione del quinto, concessa senza troppi patemi soprattutto a chi ha un contratto di lavoro, meglio se statale o a tempo indeterminato.

In alternativa, si può sperare di ottenere un piccolo prestito nella forma di prestito cambializzato. In questo caso non avverrà alcun prelievo su busta paga, ma l’ammortamento sarà da effettuarsi previa cambiali con caduta mensile da pagare direttamente nella filiale dell’istituto. Attenzione: essendo già in una posizione creditizia negativa e non potendo offrire garanzie sotto forma di busta paga, il richiedente in questo caso dovrà accettare come clausola il pignoramento di bene mobili e immobili nella circostanza in cui dovesse risultare insolvente.

In aggiunta all’ipoteca e al pignoramento, si avranno maggiori possibilità di ottenere un prestito se si sceglierà la formula con fideiussione. In questo caso sarà una terza figura, con funzione di fideiussore, a garantire alla finanziaria la sicura restituzione del credito, in quanto sarà proprio sul fideiussore che l’istituto di credito potrà far valere le sue ragioni qualora il soggetto contraente dovesse risultare inadempiente ad onorare il debito.

I migliori piccoli prestiti del momento

Chiudiamo questo articolo con una sezione interamente dedicata ad i migliori piccoli prestiti che è possibile richiedere in questo momento, sia online che presso banche e finanziare aventi sedi fisiche.

La lista non ha pretese di esaustività: le ragioni per cui si chiede un prestito e l’ammontare di cui si ha necessità variano da soggetto a soggetto, pertanto l’elenco che segue va considerato come di puro carattere indicativo.

  • Smartika è una delle realtà più dinamiche in quanto a prestiti peer to peer, ovvero fra privati e senza l’intermediazione di istituti di credito. Scegliendo un finanziamento di 4.000€ da estinguere in 36 mesi, potremmo avere una rata pari a circa 130€ con un TAEG variabile dal 5,8% al 10,6%. Il totale da restituire alla fine dei tre anni varierà da 4.651,90€ a 4.949,46€ a seconda delle opzioni contrattuali che sceglieremo, ma questo valore include tutte le commissioni e la copertura assicurativa.
  • Molto più diretta sembra essere l’offerta di Younited credit, finanziaria online. Con gli stessi valori inseriti nell’esempio precedente abbiamo un prospetto con TAEG fisso del 7,25% e TAN fisso del 4,22%. La rata mensile sarà di 118,48€ ed l’importo totale dovuto di 265,28 €.
  • Per citare un nome più noto al grande pubblico, diremo facciamo l’esempio del CreditExpress Mini di Unicredit. In questo caso il minimo richiedibile è di 1.500€, il massimo di 3.000. Ponendo l’esempio di richiedere 3.000€ da voler restituire in 36 mesi (ma possiamo sceglierne anche 24), avremo una TAEG fisso del 9,60% e un TAEG massimo del 16,82%. Non è la soluzione più conveniente presente sul mercato, ma sicuramente è quella proposta da una delle banche più affidabili attualmente in circolazione.
  • Anche la finanziaria Agos dà la possibilità di ottenere piccoli prestiti. Scegliamo anche in questo caso di richiedere 3.000€ e notiamo un immediato risparmio rispetto alla soluzione di Unicredit. Rimborsandolo in 36 mesi, la nostra rata sarà infatti pari a 93,13€, con TAN al 5,90% e TAEG al 6,07%.
  • Poste Italiane, infine, permette ai possessori di carta PostePay Evolution di accedere a forme di finanziamento non superiori a 3.000€. Il periodo di ammortamento è fissato per 22 mesi, l’accredito avviene tramite versamento su PostePay ed il pagamento rateale può avvenire anche tramite prelievo automatico da Conto Bancoposta.