Prestiti a dipendenti privati: la cessione del quinto dello stipendio

Come ottenere un prestito vantaggioso? Vediamo le principali caratteristiche della cessione del quinto dello stipendio per dipendenti di aziende private.

Che alcune categorie sociali abbiano più possibilità di altre di ottenere un prestito è cosa nota, e questo vantaggio si basa prevalentemente grazie al tipo di garanzia che chi vi appartiene riesce a presentare. Tracciando un’ipotetica “gerarchia di accessibilità” al prestito, potremmo posizionare all’apice di questa i dipendenti statali con contratto a tempo indeterminato, mentre collocheremo sul gradino più basso i disoccupati, i cattivi pagatori, i protestati e tutti gli appartenenti a quelle categorie che non hanno un reddito dimostrabile o alcuna garanzia

Più o meno a metà della scala – sebbene ad una latitudine più vicina alla vetta che al fondo – troviamo i dipendenti privati. Si tratta di una posizione del tutto particolare, in quanto agli occhi di banche e finanziare il dipendente privato può offrire sicuramente buone garanzie, ma al contempo è passibile di licenziamento o messa a riposo.

Per queste ragioni, se alcuni tipi di finanziamento sono preclusi alla categoria in oggetto, altri sembrano essere progettati appositamente per chi ha un reddito fisso, sebbene l’Ente erogante non sia quello statale.

In seguito vedremo quali sono i più comuni.

Prestiti a dipendenti privati: chi può richiederli

Sotto il cappello di “dipendente privato” si articolano una serie di figure anche abbastanza differenti fra loro, distinguibili prima di tutto dalla tipologia del contratto. Rientrano nell’insieme sicuramente i lavoratori a tempo indeterminato (ammesso che ne esistano ancora), i lavoratori a tempo determinato e quelli con contratti formativi o di apprendistato.

L’importante è che nel contratto sia specificata la dicitura “lavoratore dipendente”, condizione imprescindibile per avere una busta paga da poter presentare in caso di richiesta prestito. A seconda del tipo di busta paga vengono poi richieste garanzie e applicate soluzioni differenti.

Al lavoratore a tempo determinato probabilmente verrà proposto un finanziamento che gli consentirà di estinguere il debito entro il termine della durata contrattuale, mentre quello a tempo indeterminato dovrà fornire dimostrazione di essere stato assunto da un periodo congruo all’aver raggiunto una posizione che gli garantisca stabilità economica, generalmente non inferiore ai 3-6 mesi.

L’importanza di avere un buon contratto

La caratteristica fondamentale del contratto di un privato è la sua peculiarità. Se il numero di diversi contratti statali può essere ristretto a poche decine, le tipologie di contratti per chi lavora nel privato sono in maggiori per numero e diversità. Pertanto, nel momento in cui una banca riceve una richiesta di finanziamento dal dipendente privato, il primo step sarà quello di vagliarne attentamente la posizione lavorativa.

Se il tipo di contratto risulterà abbastanza soddisfacente in termini di garanzie, il prestito potrà essere emesso.

Come richiedere un prestito se si è dipendenti privati

I prestiti a dipendenti privati non differiscono di molto, nelle modalità di presentazione della domanda, da altri tipi di finanziamento. Saranno chiaramente fondamentali copia dei documenti di riconoscimento, ovvero codice fiscale e carta di identità. A questi andrà aggiunta copia della busta paga e, nella maggior parte dei casi, garanzie accessorie quali l’estratto conto dei mesi precedenti e Certificato Unico Dipendente, altrimenti noto come CUD.

Possono verificarsi poi condizioni del tutto particolari in cui oltre alla documentazione “base” l’istituto finanziario può richiedere ulteriori prove di garanzia. Può essere questo il caso dei prestiti cambializzati, per ottenere i quali è necessario presentare almeno tutto il carteggio relativo a beni ipotecabili in caso di insolvenza e, in casi estremi, la firma di un garante quale figura fideiussoria.

Le caratteristiche di un prestito riservato a dipendenti privati

Abbiamo già detto che esiste una vasta gamma di prestiti pensati per i dipendenti privati. E ad una grande varietà di prodotti corrisponde generalmente una eterogenea differenziazione di opzioni contrattuali, spesso anche molto differenti fra loro.

Tuttavia, ci sono delle caratteristiche che generalmente valgono per tutti i prestiti a dipendenti privati, che rimangono immutate se non a fronte di variazioni minime. Una di queste è sicuramente l’obbligatorietà di presentare busta paga: mancando questa, viene a mancare la condizione stessa di dipendente privato. In molte circostanze, la busta paga può anche costituire l’unico elemento di garanzia, sebbene alcune compagnie possano pretendere la stipula di un’assicurazione sulla vita su cui rifarsi in caso di decesso o sopravvenuta infermità del debitore.

Questi tipi di prestito sono poi generalmente non finalizzati, il che significa che per essere ottenuti non va elicitata la ragione per la quale si fa domanda. L’importo è variabile, ed è connesso all’entità della busta paga, alla durata del prestito e all’età del richiedente, e può essere estinto in tempi e modi da concordare con l’istituto di credito, sebbene questo difficilmente supererà i 10 anni.

Nel caso in cui il debitore abbia disponibilità economica, può decidere di estinguere il debito in un’unica soluzione, d’altro canto se ha bisogno di maggiore liquidità potrebbe sperare di ottenere un doppio prestito, specialmente se richiesto nell’ottica della Cessione del Quinto.

Prestiti a dipendenti privati cattivi pagatori e protestati: la Cessione del Quinto dello stipendio.

Può capitare anche a chi ha un lavoro stabile di non riuscire a pagare per tempo la rata di un finanziamento o di non onorare un debito. In casi come questo il soggetto viene iscritto d’ufficio nel database della CRIF se è cattivo pagatore, nel Registro Informatico dei Protestati in caso di protesto. Essere cattivi pagatori o protestati non preclude tuttavia la possibilità di ottenere un prestito.

La soluzione più comune in casi come questo – sebbene sia caldeggiata anche per le figure che hanno una storia creditizia positiva – è quella della Cessione del Quinto dello stipendio. Come da nome, il prestito si estingue “cedendo” all’istituto di credito un quinto della propria busta paga, valore che tra l’altro costituisce anche il massimale della rata da pagare.

Ad esempio, se guadagni 1.500€ al mese non potrai richiedere un prestito che preveda una rata superiore al suo quinto, ovvero il 20%, ovvero 300€.

Esistono molteplici forme di Cessione del Quinto, tanto che ogni finanziaria che si rispetti ne ha una da proporre ai propri clienti, e per questa ragione chi vi ricorre avrà buone probabilità di trovare il prodotto più adatto alle sue esigenze (ad esempio a lunga scadenza con un tasso relativamente basso o a breve scadenza pagando maggiori interessi).

La popolarità di questo prodotto sta, come prevedibile, nel guadagno sicuro di cui godono gli istituti di credito: anche se è lo stipendio del dipendente ad essere decurtato, l’onoratore materiale dell’ammortamento non sarà il lavoratore ma il suo datore di lavoro, il quale non avrà quindi alcun interesse a risultare insolvente per colpa o dolo. Va poi specificato che, a parte casi di estrema e certa impossibilità di ottenere garanzie dall’operato del dipendente, il datore di lavoro non ha i mezzi legali per opporsi alla Cessione del Quinto.

Doppio Quinto

Vale la pena ricordare poi che esiste la possibilità di ottenere una seconda cessione da aggiungere a quella già in atto, entrando quindi nella posizione di debitore di “Doppio Quinto”. In questo caso la trattenuta dallo stipendio sarà pari al 40% della busta paga, ma per ciò che concerne la doppia cessione il datore di lavoro ha maggiore potere decisionale nello stabilire se il dipendente può ricorrervi o meno.

Richiedere un prestito ad una banca o a una finanziaria

Vista la sua posizione particolarmente vantaggiosa, il dipendente privato non dovrebbe avere problemi ad ottenere un prestito “classico” da una banca o da una finanziaria.

Banche

Nel primo caso, potrà rivolgersi alla banca nella quale ha già aperto un conto corrente: non sono poche le circostanze in cui un istituto bancario proponga ai suoi clienti finanziamenti a tassi agevolati. Vige in questo caso anche il fattore “fiducia reciproca”, sul quale sia la banca che il cliente possono fare affidamento quale ulteriore, seppur non ufficiale, garanzia.

Se il cliente dispone della documentazione discussa sopra, il prestito dovrebbe essere erogato senza troppi problemi, sebbene è il caso di ricordare che le banche sono più inclini ad accettare richieste di piccole entità quando queste vengono effettuate da dipendenti non statali, come quelli oggetto di questo articolo.

A tal proposito, tanto maggiore sarà la durata del contratto lavorativo e l’importo della busta paga, tanto maggiori saranno le probabilità di ottenere un prestito di un importo consistente e a lunga scadenza.

Il vantaggio dei prestiti bancari sta nei tassi di interesse, generalmente inferiori a quelli proposti dalle finanziarie, sebbene il rovescio della medaglia preveda tempi di ammortamento difficilmente superiori ai 60/72 mesi.

Finanziarie

Discorso lievemente diverso è quello del caso in cui un dipendente privato decida di chiedere un prestito ad una finanziaria. La differenza maggiore con l’atteggiamento degli istituti bancari sta nei controlli a monte dell’erogazione del denaro: le finanziarie seguono procedure molto più rigide nell’analizzare lo storico creditizio del soggetto, ed essere iscritti al database della CRIF o al Registro Informatico dei protestati potrebbe costituire uno svantaggio non indifferente. O meglio, un quasi sicuro rifiuto alla richiesta.

Una volta superati felicemente i controlli, tuttavia, ottenere un prestito da una finanziaria può presentare numerosi punti positivi: citiamo, fra gli altri, l’erogazione quasi immediata del finanziamento, la possibilità di chiedere cifre anche abbastanza ingenti e quella di poterle estinguere in tempi superiori a quelli previsti dagli istituti bancari.

Prestiti a dipendenti privati con finanziarie interne

Una possibile soluzione di scelta alternativa garantita ai soli dipendenti privati è quella di ottenere prestiti agevolati grazie alla stipula di convenzioni fra l’azienda in cui lavorano ed alcuni istituti finanziari.

Va tuttavia precisato che non tutte le aziende stipulano questo tipo di convenzioni, e che anzi queste sembrano riservate principalmente alle imprese di medie e grandi dimensioni. Generalmente i prestiti che vengono erogati in quest’ottica sono di tipo finalizzato, pertanto il richiedente dovrà specificare quale è il progetto per il quale richiede il finanziamento. Sebbene anche questi differiscano da caso a caso e da azienda ad azienda, si possono anche in questa circostanza tracciare delle linee guida, delle informazioni di carattere generale che sembrano valere per tutte le situazioni.

Innanzitutto citiamo il vantaggio di non dover presentare la firma di un garante anche se si è raggiunto il settantacinquesimo anni di età. I tassi saranno probabilmente più alti di quelli applicati da una normale banca, ma l’ammortamento delle rate può partire anche quattro mesi dopo la stipulazione del contratto ed essere estinto anche dopo un relativamente lungo periodo di tempo, ad esempio 6/8 anni.

Tutto dipende, anche in questo caso, dalla durata del contratto e dalla somma percepita in busta paga.

I migliori prestiti a dipendenti privati

Chiudiamo questo articolo con qualche consiglio relativo ai migliori prestiti per dipendenti privati attualmente in circolazione. L’elenco non ha pretese di esaustività, ma costituisce almeno un punto dal quale partire per chi ha intenzione di richiedere un prestito e vuole farsi un’idea dei tipi di prodotti attualmente disponibili:

  • La Cessione del Quinto Findomestic è una di quelle definite “a zero spese”. Non sono previste infatti commissioni di gestione pratica, sull’imposta di bollo (neanche quella relativa alle comunicazioni periodiche) o all’istruttoria delle pratiche. L’esempio portato dalla stessa finanziaria è quello di un finanziamento di 13.000€, estinguibile in 120 rate mensili da 144€ l’una, con TAN fisso al 5,95% e TAEG fisso al 6,11%. Il totale da restituire dopo 10 anni sarà pari a 17.280€. Nel caso di contratto a tempo indeterminato, Findomestic fa presente la cessione viene accolta anche se si hanno altri prestiti attivi o se si è cattivi pagatori.
  • Anche Compass propone il suo pacchetto per la Cessione del Quinto senza la presenza del garante, e anche in questo caso non sono previste spese di intermediazione. Il massimo richiedibile può arrivare fino a 75.000€, gli interessi sono fissi, e la durata del finanziamento può essere estesa fino a 120 mesi.
  • La finanziaria di BNL sembra essere una delle più promettenti presenti sul mercato. I tassi sono davvero bassi (TAN al 5,66% e TAEG al 5,95%), il credito che è possibile richiedere abbastanza elevato (fino a 75.000) ed i tempi di estinzione molto vantaggiosi (fino a 120 mesi con una rata da 250€).
  • Interessanti sono infine le formule previste da Unicredit e Fiditalia. Nel caso di Unicredit si possono richiedere fino a 000€ a patto che l’età al momento della fine del rimborso non superi i 66 anni, e tutte le coperture assicurative sono a carico della banca. Per quanto riguarda Fiditalia, invece, la soluzione che ci viene proposta è di 16.000€ estinguibili in 84 mesi con TAN all’8,48% e TAEG al 9,59%. L’importo della rata mensile sarà pari a 259€ e alla fine del periodo di finanziamento l’importo totale dovuto ammonterà a 21.756€.