Trasferimento pensione INPS: le varie alternative

Vediamo che alternative ci sono sul mercato per il trasferimento dell'accredito della pensione su altra banca o addirittura su conto estero.

Quello delle pensioni è un argomento di dibattito che periodicamente torna all’ordine del giorno nelle cronache nazionali. Fra tagli e aumento dell’età pensionabile, il tanto agognato tempo del riposo rischia di diventare per molti giovani un miraggio, e per chi finalmente lo raggiunge un inferno di farragini burocratiche.

INPS e pensioni: cosa c’è da sapere? Come trasferire la pensione?

Con l’obbligo di accredito su conti correnti per pensioni superiori ai 1.000€, molti pensionati si trovano infatti nella situazione di dover trasferire la propria da un conto all’altro, da un istituto all’altro o addirittura dall’Italia all’estero. L’operazione potrebbe sembrare proibitiva se non si dispone delle giuste informazioni, ed in questo articolo proveremo a fare luce su quale sia l’iter da seguire per ottenere il trasferimento della pensione, gettando un occhio su alcune situazioni particolari relative a caratteristiche dei conti correnti italiani più economici o su quali siano i Paesi esteri nei quali esteri dove conviene migrare il proprio conto.

Chiuderemo questa guida con alcune informazioni che potranno tornare utili a chi non supera i 1.000 € di pensione poiché, come vedremo, in questi casi si è esenti dal dover aprire un conto corrente. Si noti bene che queste informazioni valgono per il momento in cui sono state scritte, e che le attuali procedure potrebbero essere soggette a cambiamenti futuri. L’unica cosa certa, ad oggi, è che la data di accredito della pensione INPS cade il primo giorno bancabile di ogni mese, eccezion fatta per il mese di gennaio nel quale si conta il primo giorno bancabile a partire dal 3.

Per il resto, esistono procedure ben definite e meno complesse di quel che potrebbe sembrare per trasferire la propria pensione da un conto ad un altro. Tali procedure variano leggermente a seconda dell’opzione che si sceglie, ma in linea di massima non si postano mai dell’iter generico. Le vediamo di seguito, suddividendole per categorie al fine di fornire al lettore una fruizione più agevole dei contenuti.

Trasferire la pensione da un istituto di credito italiano all’altro: combinazioni e modulistica

Da banca a banca

Vediamo innanzitutto com’è si fa per trasferire la pensione da una banca all’altra.

Per effettuare quest’operazione, il pensionato deve ottenere di due moduli, denominati rispettivamente modello TRASF.01 INPS e Modulo AP03. Entrambi possono essere richiesti presso una qualsiasi sede INPS o scaricati da sito www.inps.it. La seconda opzione è preferibile, poiché comporta per l’interessato un maggiore risparmio di tempo. Per trovare i documenti online sarà necessario collegarsi al sito web dell’Istituto di Previdenza sociale, accedere inserendo le proprie credenziali ed il PIN e selezionando successivamente le sezioni “Servizi Online” > “Servizi al cittadino”.

Entrambi i moduli vanno compilati nella loro interezza e possono essere consegnati a mano in una filiale INPS o inoltrati direttamente online. Come in ogni simile circostanza di spostamento di prodotti finanziari, è sempre saggio ricordarsi di effettuare due operazioni importantissime, una precedente l’avvio delle pratiche ed una successiva, ovvero:

  1. Ricordati di aprire un nuovo conto prima di inoltrare la richiesta, altrimenti questa non potrà essere evasa in quando l’inserimento dei dati relativi al vecchio e nuovo conto è obbligatorio nei moduli da compilare;
  2. Se ritieni necessario chiudere il vecchio conto corrente, fallo solo dopo aver ricevuto il primo accredito. Il felice esito del disbrigo pratiche è già di per sé garanzia del successo dell’operazione, ma visto che non si è mai troppo prudenti, tanto vale attendere un mese in più e assicurarsi che l’operazione sia andata a buon fine.

Accredito pensione INPS su conto corrente bancario cointestato, del figlio, in delega e su carta prepagata

Ricorrendo ai servizi INPS si possono anche richiedere servizi di trasferimento meno noti, ma abbastanza comuni. Nulla vieta, compilando gli appositi moduli, di ottenere l’accredito della pensione su conto corrente cointestato, sul conto corrente del figlio e su quello del delegato. È anche possibile richiedere l’accredito su una carta prepagata, purché questa disponga di un codice IBAN.

Per quanto riguarda il caso specifico della delega pensione INPS, bisogna comunque tenere presente che questa è possibile solo se il conto è di tipo postale. Anche in questo caso esiste un modulo preposto alla pratica, che va richiesto presso le sedi INPS. Il modulo va compilato in tutte le sue parti da delegato e delegante, ed entrambi hanno la possibilità di effettuare un’autenticazione delle firme direttamente presso gli sportelli INPS.

La delega può essere revocata presentando una richiesta in carta semplice presso una sezione di qualsiasi filiale INPS denominata Gestione Dipendenti Pubblici.

Trasferire pensione da posta a banca

A volte può accadere che sia necessario trasferire la pensione da posta a banca o viceversa. Se il tuo obiettivo è quindi quello di avere l’accredito pensione INPS su conto corrente postale trasferendolo da quello di un CC bancario, il procedimento è del tutto simile a quello del trasferimento interbancario. Fondamentale sarà disporre dei moduli Trasf.01 e AP03 i quali, una volta compilati, andranno inviati all’Inps a mezzo lettera, fax, consegnati a mano o caricati online. Anche in questo caso valgono i suggerimenti per la sezione di sopra: ricordati di aprire il nuovo conto prima di avviare le pratiche e attendi di chiudere il vecchio solo dopo il primo accredito.

Un piccolo consiglio: scegliendo la modalità di accredito pensione su libretto postale, sia questo nominativo che cointestato, si opta per l’opzione più economica e vantaggiosa. Il libretto infatti matura interessi e non ha spese mensili, se si esclude l’imposta di bollo di 34,2€ che va pagata annualmente. Scegliere il libretto postale vuol dire quindi risparmiare sul netto della pensione, fattore non da poco soprattutto per quei casi in cui l’ammontare è di poco superiore ai 1.000€, quindi si è impossibilitati a richiedere una riscossione senza conto corrente.

Trasferire pensione italiana all’estero

È possibile anche richiedere l’accredito della pensione presso un istituto erogante straniero.

Se l’accredito avviene già presso una banca nazionale ma si decide comunque di trasferire la pensione all’estero, è necessario seguire tutta la trafila relativa al normale trasferimento di conto, identica cioè a quella valida per trasferire l’accredito da un conto corrente bancario all’altro. L’unica differenza sta nel fatto che in questo caso il modulo da compilare non è denominato Trasf.01 ma Trasf.01E.

Va tuttavia specificato che sia nel caso di un primo accredito, sia in quello di un trasferimento successivo, i canali di pagamento passeranno obbligatoriamente per i circuiti del gruppo Citibank, con i quali è saggio prendere confidenza. Questo non impedisce al pensionato di aprire un conto corrente in qualsiasi istituto preferisca, ma è importante specificare al momento della richiesta, oltre al codice IBAN, anche il codice BIC del conto corrente.

Accredito della pensione su una banca estera

Per ottenere il pagamento della pensione all’estero non è necessario risiedervi, si può infatti richiedere l’accredito presso un CC di una banca estera anche avendo residenza in Italia. Nel caso in cui anche la residenza del contribuente si trovi fisicamente al di fuori dei confini nazionali e per qualche ragione ci si trovi impossibilitati ad avere un conto corrente, si può in via del tutto eccezionale richiedere la spedizione di un assegno non trasferibile.

Anche per le pensioni erogate all’estero la cadenza del pagamento avviene su base mensile, eccezion fatta per gli importi di modesta entità che vengono erogati annualmente in un’unica soluzione.

Eccezioni

Le normative di erogazione sono le stesse per tutti i Paesi, ma ci sono dei casi particolari di cui tenere conto: ad esempio in Argentina e Brasile il pagamento può essere fatto solo presso una filiale del Banco Itaù o di un istituto affiliato a Citibank, mentre se si sceglie la Svizzera è obbligatorio comunicare in quale valuta si desidera ricevere l’accredito. Nel caso in cui il pensionato risieda in uno di questi tre Paesi, ai quali vanno aggiunti Venezuela e Uruguay, si può ottenere un’ulteriore deroga speciale, ovvero quella di ritirare il denaro in contante presso una filiale Western Union anziché in banca, ma affinché ciò avvenga è necessario fornirne opportuna comunicazione a Citibank, scrivendo all’indirizzo [email protected].

Conto cointestato o delegato

Anche per il pagamento presso sede estera si può optare per un conto cointestato o delegato, sebbene sia necessario far pervenire sia a INPS che a Citibank una dichiarazione di responsabilità in cui si elencano tutti gli aventi diritto al ritiro della pensione. Attenzione: nel caso di delega il ritiro del denaro potrà essere effettuato solo dal delegato, e potrà avvenire solo presso uno sportello fisico.

Pensione all’estero: quali Paesi scegliere e a quali costi di tassazione si va in contro

Trasferire la pensione INPS all’estero è dunque possibile, ma per una serie di ragioni collegate a vicinanza, comodità, flussi migratori e costi di tassazione, i Paesi esteri preferiti dagli italiani per trasferire le proprie pensioni sono Spagna, Portogallo, Bulgaria, Croazia e Svizzera.

Questo avviene principalmente perché in questi Paesi il regime di tassazione per una pensione proveniente dall’estero è molto più basso che in Italia.

Facciamo un esempio su tutti, quello della Spagna.

Trasferire la pensione in Spagna (o farsela accreditare direttamente lì) vuol dire essere soggetti ad un prelievo fiscale pari “solo” al 9,5%, mentre in Italia ammonterebbe ad oltre il 20%. Tradotto in soldoni, questo vuol dire ricevere un assegno più alto ogni mese. Nelle Canarie, che appartengono politicamente alla Spagna ma non sono soggette alle restrizioni economiche dell’UE, la tassazione della pensione italiana all’estero diventa una delle più vantaggiose, perché è praticamente azzerata. Non è un caso se oggi oltre 20mila connazionali vivono agiatamente nell’arcipelago spagnolo, e di questi una buona metà sono pensionati.

Un discorso simile vale per alcuni Paesi dell’est: trasferire la pensione in Bulgaria potrebbe essere una soluzione vantaggiosa, visto che anche qui la percentuale di tassazione sul totale non supera in genere il 10%, il che equivale ad aver accumulato a fine anno una mensilità in più.

Trasferire la pensione italiana in Svizzera: quali sono i vantaggi

Concludiamo questo paragrafo sui vantaggi di farsi accreditare una pensione italiana pur avendo residenza in un Paese straniero con il caso particolare della Svizzera, luogo che nonostante presenti un costo della vita superiore a quello nostrano, attira sempre più connazionali per via di una qualità dei servizi di cui si può usufruire una volta in loco.

Partiamo col dire che non è facilissimo (sebbene non sia impossibile) ottenere un visto di permanenza. Bisogna innanzitutto dimostrare di essere in grado di mantenersi, così da non pesare sull’economie dello Stato. Una pensione di una certa entità è più che sufficiente a fornire tale prova. Inoltre, bisogna accettare che in Svizzera l’assicurazione medica è obbligatoria, va rinnovata periodicamente ed ha un costo tutt’altro che irrisorio: si parte dai 300€ al mese a salire.

Una volta soddisfatte queste due caratteristiche, la maggior parte dei giochi sono fatti. Ci si dovrà preoccupare soltanto di ottenere il permesso giusto, in quanto ne esistono vari, che spaziano da un minimo di un anno a un massimo di 10. Anche questo va rinnovato alla scadenza e non viene ulteriormente rilasciato se si rimane disoccupati o si smette di percepire un reddito fisso (come, appunto, la pensione).

Valuta di accredito pensione all’estero

Come dicevamo sopra, l’unica cosa a cui bisogna prestare davvero attenzione prima di far richiesta di trasferimento della propria pensione in svizzera è indicare la valuta nella quale si desidera ricevere il denaro, e questo va fatto per tempo tramite gli appositi canali Citibank e INPS, onde evitare di spendere intere giornate inseguendo dei cavilli burocratici.

Come riscuotere la pensione senza conto corrente

Un’ultima casistica particolare di riscossione della pensione è quella al netto dei canali bancari o postali.

Per via delle attuali restrizioni in materia di trasparenza e tracciabilità fiscale, è bene ricordare che è possibile riscuotere la pensione in contanti senza disporre di un conto corrente, ma solo se questa non supera i 1.000 euro, altrimenti si è obbligati ad aprirne uno.

La procedura è in realtà molto semplice: al momento della presentazione della domanda di pensionamento sarà sufficiente scegliere come metodo di erogazione quello di ritiro diretto, indicando nell’apposito spazio qual è l’ufficio postale nel quale si desidera effettuare il prelievo.

One Comment

  1. Non c’è scritto però se uno ha cambiato residenza e deve solo cambiare l’ufficio postale in cui riscuote la pensione. Come Si fa? Grazie!