Rottamazione 2018 – 2019: come fare?

Come funziona la rottamazione e chi può beneficiarne nel 2018 e nel 2019? Come si fa la rottamazione? Guida completa a questa modalità di alleggerimento dei debiti.

La rottamazione 2018, altrimenti detta rottamazione bis, è un provvedimento disciplinato al (D.L. n. 148/2017) e che mira all’assolvimento dei debiti affidati in riscossione dal 1° gennaio al 30 settembre 2017.

La rottamazione è stata introdotta al fine di “rimpinguare” le casse dello Stato e limitare il fenomeno dell’evasione, proponendo comunque un beneficio al cittadino. Come si legge dal sito dell’Agenzia Entrate e Riscossione, infatti, “per i contribuenti che hanno aderito alla definizione agevolata, la legge prevede il pagamento del solo importo residuo delle somme dovute senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora. Per le multe stradali, invece, non si pagheranno gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge”.

Chi può beneficiare della rottamazione e della rottamazione bis 2018 e 2019?

La rottamazione e la rottamazione bis, introdotte dal precedente Governo, si rivolgevano a tre categorie di contribuenti non in regola con gli oneri tributari.

In primis troviamo contribuenti con cartelle da gennaio a settembre 2017, in seconda istanza i carichi dal 2000 al 2016 e infine i “ripescati”, cioè esclusi dalla prima rottamazione perché in data 24 ottobre 2016 avevano piani di ammortamento ancora in corso con l’Agenzia (allora ancora Equitalia) e non erano in regola con i pagamenti.

Rottamazione 2019

Con la rottamazione 2019, invece, potranno beneficiare anche i decaduti, cioè coloro che, pur essendo idonei per la rottamazione bis, non hanno pagato le rate.

La differenza con oggi è abissale: può attualmente godere della rottamazione 2018 solo chi è in regola con i pagamenti del primo turno del provvedimento. Si tratterà, insomma, di includere chi non ha pagato le rate della rottamazione in corso.

Le scadenze 2018 e 2019

Per quanto concerne le cartelle relative al periodo da gennaio a settembre 2017, si può pagare in un’unica soluzione oppure dividere in cinque rate secondo il seguente calendario:

1° rata entro il 31 luglio 2018;

2° rata entro il 30 settembre 2018 (che essendo domenica è slittata al 1° ottobre);

3° rata entro il 31 ottobre 2018;

4° rata entro il 30 novembre 2018;

5° e ultima rata entro il 28 febbraio 2019.

Le cartelle relative agli anni dal 2000 al 2006 possono invece essere corrisposte suddividendole in tre rate:

1° rata entro il 30 settembre 2018;

2° rata entro il 30 novembre 2018;

3° rata entro il 28 febbraio 2019.

Attenzione: le rate scadute a settembre e ottobre, e quelle in scadenza a novembre potrebbero essere prorogate fino al 7 dicembre 2018. Allo stesso modo, è probabile che la rata in scadenza il 28 febbraio 2019, che consiste nel 20% del debito totale, possa essere rimandata fino a maggio 2019.

È stato infatti presentato un emendamento, tutt’ora in discussione, in cui si chiede di diluire “I termini per il pagamento delle rate di cui all’articolo 1, comma 6, del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172, in scadenza nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2018 sono fissati al 7 dicembre 2018 e il termine per il pagamento della rata in scadenza nel mese di febbraio 2019 è fissato nel mese di maggio 2019”.

Aggiornamento 2019

Questa impostazione potrebbe però finire con la rottamazione 2019, che ad oggi sembra che contemplerà ben 10 rate spalmabili in 5 anni, con una riduzione degli interessi dovuti sulla rateizzazione dal 4,5% allo 0,3%. Una dilazione che prevedrà due sole scadenze l’anno, quindi, fissate al momento nei giorni del 31 luglio e 30 novembre.

Come pagare le cartelle

Le modalità e i canali messi a disposizione del cittadino sono molteplici, così da agevolare le operazioni di pagamento.

Internet banking

Innanzitutto attraverso l’internet banking: praticamente tutti gli istituti di crediti offrono un comodo servizio di pagamento Rav online. È sufficiente inserire il numero del bollettino e l’importo da pagare. Con i Rav non è necessario indicare la causale, poiché l’Agenzia identifica immediatamente il pagamento e il contribuente cui è riferito il debito.

ATM

Rimanendo in ambito “tecnologico”, è possibile altresì pagare il Rav presso gli ATM. Sono molti, sul territorio nazionale, gli sportelli bancomat che garantiscono questo tipo di pagamento: in maniera rapida, basta utilizzare la propria carta bancomat e selezionare tra i servizi di pagamento la voce corrispondente al Rav.

Agenzie Riscossione

Puoi inoltre presentare in filiale il bollettino Rav ricevuto dall’Agenzia Riscossione. Il contribuente può infatti pagare allo sportello con carta di credito o prepagata, bancomat e anche in contanti per importi sotto i 3mila euro, nel rispetto della normativa antiriciclaggio e delle procedure operative della banca.

Uffici postali

Ulteriore opzione è quella degli uffici postali: dovrai presentare il bollettino Rav ricevuto dall’Agenzia e puoi pagare con le carte BancoPosta e anche in contanti per importi sotto i 3mila euro. Anche in questo caso puoi saltare la fila allo sportello e rivolgerti direttamente agli ATM abilitati utilizzando una delle carte BancoPosta.

Tabaccai, Sisal e Lottomatica

Esistono inoltre tabaccai convenzionati con Banca 5 SpA, punti vendita Sisal e Lottomatica presso cui, presentando il bollettino Rav, si può pagare in contanti fino a mille euro. Per i pagamenti tramite bancomat e/o carta di credito il limite è invece posto a 5mila euro dai tabaccai e a 1.500 euro nei punti Sisal e Lottomatica.

Agenzia delle Entrate

Il cittadino può naturalmente avvalersi anche della stessa Agenzia delle Entrate, sia attraverso il portale online che gli uffici fisici.

Riguardo il sito internet, il contribuente deve collegarsi alla sezione pagamenti della piattaforma, inserire il proprio codice fiscale, il codice Rav riportato nel bollettino e l’importo. Fatto ciò, si potrà scegliere da diversi istituti di pagamento e svariate modalità di pagamento, tutte sulla piattaforma PagoPa, il sistema pubblico che garantisce a privati e aziende di effettuare pagamenti elettronici alla pubblica amministrazione in modo sicuro e affidabile, semplice e in totale trasparenza nei costi di commissione.

Se invece preferisci recarti presso una delle sedi dell’Agenzia, non è necessario presentare il bollettino Rav ricevuto, ma puoi richiedere di pagare indicando anche solo il codice fiscale. Anche qui puoi scegliere di possibile con carte di credito o prepagate, carte bancomat (nelle casse abilitate) e con titoli di credito, quali assegni circolari, assegni postali vidimati, vaglia cambiari emessi dalla Banca d’Italia e assegni di conto corrente bancario e postale, nel limite di 20mila euro, intestati all’ordine dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Per i pagamenti in contanti ricordiamo che pure in questo caso il limite è posto ai 3mila euro, secondo la normativa vigente.

Compensazione

Infine, è possibile pagare i tributi indicati nelle cartelle di pagamento tramite compensazione con i crediti commerciali vantati nei confronti della Pubblica amministrazione.