Come scegliere la migliore banca

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Alla luce di un’offerta di pacchetti finanziari sempre più variegata, ma troppo spesso poco eterogenea, quello di cambiare banca non è più un passo che si può compiere con la leggerezza di una volta. Capire come scegliere la migliore banca può richiedere infatti uno sforzo non indifferente di ricerca, richieste di informazioni, comparazione dei feedback […]

Alla luce di un’offerta di pacchetti finanziari sempre più variegata, ma troppo spesso poco eterogenea, quello di cambiare banca non è più un passo che si può compiere con la leggerezza di una volta. Capire come scegliere la migliore banca può richiedere infatti uno sforzo non indifferente di ricerca, richieste di informazioni, comparazione dei feedback e – perché no – anche qualche puntata in loco.

Oggettività contro soggettività

Diciamo innanzitutto che i fattori che permettono di comprendere quale sia l’istituto di credito più adatto a te possono essere raggruppati principalmente in due categorie.

La prima, prevalentemente oggettiva, racchiude tutti quei dati incontestabili come la stabilità economica della banca, la radicalizzazione sul territorio, la presenza storica e la capacità di rimanere affidabile anche nei momenti di crisi economica.

La seconda categoria è invece strettamente collegata all’esperienza personale dell’individuo, in quanto ogni cliente ha esigenze diverse in base alla propria situazione finanziaria, nonché un diverso modo di interfacciarsi con il lato umano dell’ente, che potrebbe essere troppo colloquiale o troppo arido a seconda della soggettività di ognuno.

Vedremo di seguito alcuni casi specifici, e nel farlo cercheremo di raccogliere quante più sfaccettature, sia oggettive che soggettive, da tenere in considerazione quando si tratta di trarre di scegliere la migliore banca.

L’affidabilità della banca

Il primo degli aspetti che analizziamo è di tipo oggettivo, e riguarda la stabilità dell’istituto. Ci sono molti modi per capire quanto una banca sia affidabile o meno, ed il primo è certo quello di documentarsi tramite internet sulle attuali, e soprattutto passate, defaillance dell’istituto che stai prendendo in esame. Ricordati che un istituto che ha retto bene agli urti della macroeconomia in passato e continua a farlo anche oggi probabilmente sarà in grado di resistere anche in futuro. Questo è un ragionamento un po’ banale, e che presta il fianco ad alcune eccezioni (si prendano ad esempio i recenti casi del Monte dei Paschi o di Banca Etruria), ma è almeno un punto da cui partire.

I tassi di interesse che la banca ci propone, poi, sono un ulteriore fattore indicativo della sua stabilità: più questi sono alti, più la banca sta cercando liquidità da nuovi correntisti. È opportuno fare quindi un lavoro di studio mirato, al fine di trovare il giusto compromesso fra affidabilità dell’istituto e certezza di non essere ammaliato da numeri allettanti, ma sospetti.

Un valido alleato: l’ISC

Da qualche tempo, giunge regolarmente in aiuto del cliente che è alla ricerca di una nuova banca il cosiddetto ISC, ovvero l’Indice Sintetico di Costo. Questo valore nasce proprio dall’esigenza di fare maggior chiarezza fra la vastità dell’offerta attualmente disponibile e ha come compito principale quello di illustrare al futuro correntista quali saranno tutte le spese che dovrà affrontare nel caso in cui decida di avvalersi di un determinato prodotto di una determinata banca.

Grazie all’ISC sarai quindi messo immediatamente a conoscenza dei costi totali di gestione di un Conto Corrente, di quelli di prelievo e deposito, di quelli relativi alla gestione delle carte o ai bonifici, fino ad arrivare a valori più specifici come la variazione del tasso di interesse di un ipotetico mutuo.

L’ISC è obbligatorio per ogni prodotto di ogni istituto di credito, quindi non esitare a chiederlo se, una volta in sede, non ti viene presentato.

Conto tradizionale o online?

Probabilmente fino a qualche anno fa, nessuno si sarebbe posto neanche il problema. Ma oggi è innegabile che i conti online abbiano attirato una buona fetta di correntisti, e se continuano a godere di un buon tasso di attrattività deve essere per una ragione ben precisa.

Questa generalmente si sostanzia in un generale abbattimento dei costi di gestione del conto, in quanto le banche che operano esclusivamente o prevalentemente online non hanno l’onere delle spese relative al mantenimento degli istituti fisici. C’è tuttavia un rovescio della medaglia. La soluzione online è indicata per chi è sicuro che non avrà mai o quasi mai bisogno di recarsi in filiale, poiché in caso contrario tutte le operazioni effettuate al di fuori della rete avrebbero un costo superiore a quelle dei conti tradizionali.

La soluzione sta quindi nel cercare di capire sin da subito che tipo di correntista sarai: se hai la certezza che la maggior parte delle tue operazioni verranno condotte da remoto e senza l’assistenza fisica di un operatore, allora il conto online è quello che fa per te, altrimenti sarebbe più consigliato un conto tradizionale, o rischieresti di spendere in commissioni tutto ciò che risparmi in spese di gestione del conto.

Il tipo di conto

Una volta capito che tipo di correntista sarai, puoi fare maggiore selezione sul tipo di conto più adatto a te. I principali sono due:

  • il conto a pacchetto, che ha generalmente un costo fisso, forfettario e a cadenza periodica indipendentemente dal numero di operazioni che farai;
  • il conto a consumo, i cui costi vengono calcolati in maniera proporzionale al numero e al tipo di operazioni eseguite.

Se c’è poco da dire sui secondi, più tradizionali e noti, i conti a pacchetto sono una realtà piuttosto recente, la cui fortuna è cresciuta esponenzialmente grazie alla spinta delle banche online. È proprio fra i conti a pacchetto, infatti, che contiamo il maggior numero di offerte diversificate, ma basate su una teoria comune.

La teoria è quella del canone fisso (in alcuni casi, nullo), e ciò che cambia davvero fra conto e conto, quindi fra banca e banca, sono le opzioni, i bonus e gli extra offerti. Sarà allora compito del cliente valutare la situazione in base alle proprie necessità, e dedicare a questa operazione di comparazione la giusta attenzione.

Se la tua esigenza è quella di fare operazioni online e non hai bisogno di un libretto degli assegni, sarebbe inutile per non dire dannoso scegliere un conto che ti offre illimitati libretti degli assegni gratuiti in cambio di commissioni elevate per trasferire i fondi. Al contrario, il conto più adatto a te sarà quello che fra gli “optional” non prevede alcun libretto degli assegni ma ti permettere di fare quante operazioni desideri in maniera gratuita.

Occhio ai cavilli

Ricordati infine che dal 2007 una legge nazionale prevede che non ci sia nessun costo per la chiusura di un conto corrente aperto in qualsiasi istituto di credito. Allo stesso tempo, non sei obbligato da nessuna direttiva a mantenere il tuo conto aperto se ad esso è associato un mutuo o un prestito.

Cambiare banca è oggi un diritto che non impone più restrizioni di un tempo, e in virtù di questo è bene che tu ti informi sulla normativa vigente, onde evitare di dover sostenere spese che in realtà non sono di tua competenza.

Come scegliere la migliore banca: i sette fattori soggettivi e oggettivi

In conclusione, e riassumendo, i sette fattori soggettivi e oggettivi da tenere in considerazione quando si decide di cambiare banca sono:

  1. La calma: non avere fretta di scegliere subito una nuova banca, o rischieresti di affidarti ad un istituto che ha saputo fare buona pubblicità ma che non sarà in grado di mantenere altrettanto alti gli standard del servizio;
  2. Stabilità economica dell’istituto prescelto in passato e al giorno d’oggi, buttando un occhio di riguardo agli interessi promessi;
  3. Valori di costo definiti nell’ISC, che devono essere esposti chiaramente dalla banca per ogni prodotto che il cliente prende in considerazione;
  4. Costi generali del prodotto che ti interessa, per cui un conto on line potrebbe essere più o meno conveniente di uno tradizionale a seconda di quanto avrai bisogno di recarti fisicamente in sede;
  5. Tipologia del Conto Corrente, i cui costi variano a seconda del fatto che tu ne scelga uno a pacchetto o uno a consumo;
  6. Rispetto delle norme legislative in quanto a costi di chiusura del conto;
  7. Affidabilità e serietà del personale, fattore che, unitamente alla gentilezza degli operatori e alla loro capacità di far fronte alle situazioni più inusuali, costituisce un elemento fondamentale nella decisione finale di sempre più correntisti.

Valutare attentamente questi sette fattori non ti darà garanzia di scegliere l’istituto perfetto per le tue esigenze ma di certo ridurrà al minimo le possibilità di scegliere il peggiore. D’altronde, come per molti altri aspetti del vivere contemporaneo, documentarsi adeguatamente e scegliere il giusto compromesso fra qualità del servizio e risparmio dell’investimento è un modo di agire dettato dalla buona norma, o quantomeno dal buon senso.