Cambiare assicurazione auto: come fare a trovare la più conveniente?

L’automobile, si sa, è un bene ineliminabile per molte famiglie italiane, ma nonostante la sua importanza non si può classificare di certo fra i più economici.

Pare infatti che ogni possessore di auto spenda in media dai 3.000 ai 5.000 € annui per il suo mantenimento, e se le cifre potrebbero sembrare spropositate a primo acchitto, un’analisi più profonda sui costi relativi a carburante, spese di manutenzione, costi sui sinistri ed estinzione di eventuali rate di acquisto dimostra che in realtà l’ammontare finale non si discosta molto da questi numeri.

Bollo e tagliando auto

Una variabile molto importante da questo punto di vista è quella dei tagliandi. È ben noto come i costi del bollo varino in base all’area geografica in cui lo si stipula, e generalmente una buona equazione è quella che prevede un aumento graduale man mano che ci si sposta da nord verso sud lungo la penisola. Per fare un rapido esempio, si consideri che se a Milano il costo del bollo auto si aggira intorno ai 200€, a Napoli questo può toccare anche i 270€.

Assicurazione auto: scegliere la migliore

Un discorso del tutto simile va fatto per l’assicurazione, altro tagliando obbligatorio che ha un costo variabile da regione a regione, ma a differenza del bollo (che ha un valore fisso) in questo caso il consumatore ha un maggiore “margine di manovra”. In cosa si sostanzia questo margine? Molto semplicemente, nel fatto che le assicurazioni vengono erogate da enti privati, pertanto soggetti a concorrenza di mercato. Il tutto si traduce in un’offerta vasta ed eterogenea, continuamente ripensata al fine di offrire prodotti identici a quelli dei competitor a prezzi più vantaggiosi.

In questo articolo vedremo quindi come fare per cambiare assicurazione auto, quali sono i passi da seguire e a cosa fare attenzione per non passare da una situazione economicamente più vantaggiosa ad una svantaggiosa, riuscendo magari a risparmiare qualcosa su questa spesa obbligatoria per chiunque circoli sulle strade italiane.

Cambiare l’assicurazione: informazioni di carattere generale

Partiamo col dire che da qualche anno le modalità di rinnovo, disdetta e trasferimento dell’RC auto sono cambiate in maniera considerevole. Il cosiddetto “decreto Sviluppo Bis”, in vigore da fine 2012, ha infatti introdotto la possibilità per i contraenti di stipulare una nuova polizza con una compagnia differente da quella con cui si è già senza dover fornire a quest’ultima comunicazione alcuna.

In altre parole, è stato abolito il tacito rinnovo, in virtù del quale al termine del periodo assicurativo la polizza veniva rinnovata automaticamente a meno che il contraente non facesse esplicita richiesta di sospensione. Oggi, dunque, se l’assicurato non ha intenzione di rinnovare la propria polizza dovrà solo attendere la scadenza del periodo assicurativo, e questa risulterà automaticamente estinta. La norma viene così descritta nell’articolo 170-bis del codice assicurativo, modificato proprio in ottemperanza alle norme indicate dal decreto Sviluppo. Al comma 1, l’articolo recita:

“Il contratto di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti non può essere stipulato per una durata superiore all’anno e non può essere tacitamente rinnovato […]”

Si noti come viene specificata anche la durata massima della polizza, equivalente ad un anno, appunto per evitare che l’abolizione del tacito rinnovo potesse essere “aggirata” da un allungamento dei tempi di contraenza che ne avrebbe di fatto annullato l’utilità.

Un ragionamento del tutto simile può essere fatto qualora l’esigenza non sia quella di disdire il contratto, ma di passare da una compagnia assicurativa all’altra. Anche in questo caso, alla tua vecchia agenzia non dovrai comunicare nulla. Dovrai limitarti a selezionare il pacchetto assicurativo che più si adatta alle tue esigenze e stipulare con la compagnia che lo propone una nuova polizza.

Quando conviene cambiare assicurazione auto?

Chiaramente, il consiglio generale è quello di stipulare la nuova RCA con decorrenza a partire dal primo giorno successivo alla scadenza della vecchia, in modo tale da non viaggiare senza tagliando.

A tal proposito, nel 2013 una circolare del Ministero degli Interni ha precisato che è possibile circolare con un tagliando scaduto per quindici giorni, durante i quali sarà premura dell’interessato stipulare un nuovo contratto. Sconsigliamo vivamente di superare questo limite, anche perché le multe in caso di inadempienza possono essere salatissime: si va dagli 841€ ai 3.287€.

Il rinnovo

E se ti dimentichi di rinnovare? Anche in questo caso, il Legislatore è dalla parte del consumatore. La tua compagnia ha infatti l’obbligo di avvisare l’assicurato almeno 30 giorni prima dalla scadenza della polizza. È questo un modo per venire in contro ha chi non ha necessità di cambiare ma vuole mantenere invariato il suo attuale rapporto assicurativo: per rinnovare la polizza sarà infatti sufficiente offrire alla compagnia il proprio assenso entro la data di scadenza. In caso contrario, la polizza sarà estinta.

Come comportarsi con attestato di rischio

Un caso particolare è presentato dalla presentazione dell’attestato di rischio. Se prima del decreto Sviluppo era fondamentale presentarne una copia cartacea alla nuova compagnia, con la normativa vigente questo passo non è più richiesto. Da luglio 2015 infatti l’attestato è disponibile solo virtualmente, ed è gestito da una banca dati controllata da ANIA e IVASS dalla quale le compagnie possono attingere i dati assicurativi del contraente.

Un’ulteriore agevolazione per l’assicurato quindi, che non dovrà più preoccuparsi di avere a disposizione questo documento in forma fisica.

Le nuove norme esposizione del tagliando assicurativo

La digitalizzazione dell’attestato di rischio ha portato con sé anche un’altra novità. Proprio dal 2015 infatti gli automobilisti non hanno più l’obbligo di esporre il tagliando assicurativo sul parabrezza dell’auto, in quanto tutti i dati relativi alla polizza sono consultabili dagli appositi organi di controllo facendo ricordo alla banca dati dell’ANIA.

Verificare lo stato dell’assicurazione

L’automobilista potrà comunque verificare lo stato della propria assicurazione sul sito Il Portale dell’Automobilista, gestito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla sezione Servizi Online > Verifica Copertura RCA. Non è necessaria alcuna autenticazione, e per verificare la copertura basta selezionare la tipologia di veicolo ed inserire il numero di targa. L’operazione è fattibile anche da dispositivi mobili, utilizzando l’apposita app IPatente, distribuita dal sito di cui sopra e disponibile per dispositivi Apple e Android.

Esposizione del tagliando di assicurazione auto: non obbligatoria, ma va comunque tenuto

Se cessa l’obbligo di esporre il tagliando, rimane tuttavia valido quello di conservare il certificato di assicurazione, che va mostrato in caso di controlli delle forze dell’ordine o su richiesta della RCA. Il certificato è inoltre indispensabile per la compilazione del CID in caso di sinistri, in quanto contiene informazioni che non sono presenti nella banca dati ANIA ma che vanno inserite negli spazi del certificato di costatazione amichevole.

Conservare il certificato non è quindi solo una pro-forma: in caso di mancato possesso durante un controllo delle forze dell’ordine il contraente può andare in contro anche a una sanzione dell’ammontare di 41€.

Assicurazioni digitali…

Se la dematerializzazione dei supporti assicurativi dovrebbe permettere alle compagnie (e, teoricamente, anche agli assicurati) di risparmiare qualcosa sulle spese finali, è anche vero che la mancanza di un elemento tangibile quale il tagliando potrebbe causare fraintendimenti o errate interpretazioni, soprattutto se il sistema informatico dovesse presentare un errore di calcolo, trascrizione o presentazione dei dati. Può verificarsi infatti il caso – sebbene assai remoto – di essere multati per avere l’assicurazione scaduta pur avendola rinnovata. In questo caso il dolo non è imputabile all’assicurato ma ad un errore della banca dati, e la parte lesa può esporre un reclamo formale all’IVASS, l’ente di controllo delle compagnie assicurative; reclamo che in genere viene accolto.

Cambiare l’assicurazione auto: tre consigli utili per risparmiare

Dopo aver analizzato le procedure per cambiare assicurazione auto e come comportarsi con l’attestato di rischio e l’esposizione del tagliando, ci pare giusto fornire qualche consiglio pratico su come risparmiare qualora si decida di stipulare una nuova polizza. I fattori a cui fare attenzione non sono moltissimi (noi ne presentiamo tre), ma se si dedica il tempo necessario a fare una ricerca ponderata passare da un’assicurazione all’altra potrebbe permetterti di risparmiare anche fino al 60%.

1.    Fai una ricerca online

Come ogni servizio di portata nazionale che si rispetti, anche quello dell’RC Auto gode di una buona letteratura online. Se hai intenzione di cambiare assicurazione, non sarebbe una cattiva idea quella di fare una prima ricerca online, andando a spulciare i siti web delle compagnie che ti interessano. Generalmente, ognuna di queste dispone di un portale sul quale è possibile calcolare virtualmente a quanto ammonterà la tua nuova polizza, consentendoti di fare una prima scrematura fra quelle più convenienti e quelle meno adatte alle tue esigenze.

Viste le variabili in gioco, non sarà un conto esatto al centesimo di euro, ma quantomeno potrà darti un’idea generale su dove orientare le tue ricerche.

2.   Valuta il costo totale, con un occhio i massimali e garanzie

Una volta individuati i candidati migliori, potrai affinare la tua ricerca facendo un lavoro di comparazione fra i costi specifici, ottenuti incastrando al prezzo base dell’assicurazione i valori dei massimali e quello delle garanzie “optional”.

Se due polizze hanno lo stesso prezzo, tanto vale scegliere quella che offre il massimale più elevato: alcuni raggiungono cifre di un certo interesse, che possono sfiorare anche 6 milioni di euro per danni alle persone.

Ricordati inoltre che i veri fattori che spostano il costo finale di un’assicurazione non stanno nel prezzo della medesima, ma nelle garanzie accessorie che il contraente sceglie di acquistare.

A seconda della compagnia, si può infatti scegliere di avere assistenza stradale per tutta la durata del periodo, tutela legale o risarcimento al conducente in caso di sinistro con colpa (ricordiamo a tal proposito che il conducente è, in questa circostanza, l’unico a non essere assicurato). Non dimentichiamoci poi della classica copertura in caso di furto e incendio o di opzioni meno comuni, come quella a protezione dei cristalli o da eventi naturali.

Chiaramente, accettare tutte queste clausole ti darà una sicurezza pressoché totale, ma il costo finale dell’assicurazione potrebbe oscillare non di poco, fino a risultare in un raddoppiamento della spesa iniziale.

3.   Occhio alle promozioni

Dicevamo sopra di quanto il mondo assicurativo si sia conformato a quello di altri prodotti finanziari stipulabili con enti privati, come conti correnti e mutui. Non solo le banche quindi, ma anche le compagnie assicurative cercano costantemente di superare la spietata concorrenza proponendo pacchetti bonus o servizi aggiuntivi a costi irrisori o gratuiti, al fine di attivare nuova clientela.

Due promozioni molto in voga riguardano ad esempio i tempi di acquisto e le modalità di pagamento. Nel primo caso, alcune compagnie garantiscono uno sconto sul prezzo finale se si acquista la polizza con un certo anticipo rispetto alla scadenza naturale di quella già attiva, mentre nel secondo si può ricorrere ad agevolazioni economiche se si sceglie di pagare con forme di trasferimento denaro alternative ai classici contanti, come carte di credito, di debito e paypal.

Ad ogni modo, si tratta generalmente di offerte limitate nel tempo che variano da compagnia a compagnia e sarebbe saggio verificare che quella che scegliamo ne offra almeno una: si tratta in linea di massima di un risparmio esiguo nell’immediato, ma che a lungo termine può risultare in un bel gruzzoletto.

Riassumendo

In conclusione, in questo articolo abbiamo evinto come cambiare assicurazione auto sia un’operazione molto più facile e veloce di quanto si possa immaginare, e sicuramente più facile e veloce di quanto non lo fosse in passato.

Alla luce di quanto visto, possiamo riassumere gli step fondamentali per cambiare pacchetto assicurativo in quattro punti:

  1. Che si decida semplicemente di disdire la propria polizza o che se ne voglia sottoscrivere una con una nuova compagnia, grazie all’abolizione del tacito consenso l’assicurato non dovrà comunicare nulla alla sua vecchia agenzia;
  2. Per cambiare assicurazione non è più necessario possedere e presentare l’attestato di rischio, che è invece disponibile presso un database gestito dall’ANIA, consultabile dalle compagnie assicurative;
  3. Per le stesse ragioni, non è più obbligatorio esporre sul parabrezza il tagliando assicurativo, sebbene è obbligatorio conservare per ogni evenienza il certificato di assicurazione;
  4. Cambiare assicurazione non è sinonimo di risparmio, sebbene spesso sia proprio questa la ragione che spinge un consumatore a passare da una compagnia all’altra. Alcuni punti devono essere tenuti in considerazione se si vuole risparmiare qualche euro, come quello di effettuare un’approfondita ricerca online anziché affidarsi alla cieca da una nuova compagnia, valutare il costo dei massimali e delle garanzie accessorie, prestare particolare attenzione alle promozioni